|
Pagina 11 di 16
Irina, venduta a sfruttatori senza scrupoli.
Irina* ha 15 anni. I suoi genitori sono divorziati però continuano a vivere insieme per motivi economici. Il padre è l’unico a lavorare ma è alcolizzato. Gli amici di Irina non vanno a scuola e alcuni fanno uso di droga. Poco dopo essersi iscritta alle superiori, la ragazza decide di abbandonare gli studi e di raggiungere la sorella che nel frattempo si era trasferita in Italia. Ad aiutarla in questo viaggio è la madre così come aveva fatto per l’altra figlia che desiderava avviare un’attività commerciale. Irina raggiunge Timosoara in treno con uno sconosciuto. Trascorre la notte in casa di un anziano. Quindi il giorno dopo al mercato entra in contatto con una donna che si trattiene con lei per circa 3 ore dopodiché la ragazza viene consegnata ad un uomo con il quale attraversa il confine con la ex Jugoslavia.
Il viaggio prosegue, in parte a piedi poi in macchina, passando di mano in mano di persone che a malapena parlano rumeno. Alla fine Irina giunge a Belgrado dove una donna grassa e bionda le dà una stanza in cui dormire. Dopo 3 giorni alcuni uomini vanno a vederla: le dicono di sfilarsi la camicia. Irina si rende conto che vogliono farla prostituire. Arriva quindi un altro uomo: la stessa richiesta, pochi secondi per pensare e le ordina di rivestirsi, di prendere le sue cose e di seguirlo. Con l’aiuto di altri due sconosciuti Irina viene trasferita a Skopje e rinchiusa in un appartamento. Le vengono fatte delle foto e dato un nuovo passaporto. Le viene detto che avrebbe lavorato in un bar. In quel bar c’erano altre 8 ragazze. Irina capisce che non avrebbe mai rivisto sua sorella e che era stata venduta. Si sente persa, in un mondo di stranieri, costretta a sfruttare il proprio corpo.
A Skopje sta un mese, sotto la minaccia di venire picchiata se non si fosse prostituita. Finché grazie ad un’operazione della Polizia viene liberata e rimpatriata in Romania. Qui, presso il Centro di Aiuto e Orientamento per bambini e Famiglie, riceve assistenza insieme alla madre. Accede quindi a visite e cure mediche. Viene aiutata a recuperare l’anno scolastico perduto e frequenta un corso per parrucchiera. Delle sedute di psicoterapia l’aiutano ad accettare il passato e a superare il trauma. Adesso ha una sua famiglia e lavora come parrucchiera.
*Irina è un nome fittizio.
Tratto da: Save the Children, agosto 2005.
|