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La proposta del Prefetto Achille Serra di creare un quartiere a luci rosse!   Stampa  E-mail 

Fa ancora discutere la proposta del Prefetto Serra. Muneretto (Cnca): ''In luoghi chiusi la prostituzione sarebbe un fenomeno ancora più sommerso''

ROMA - Sulla proposta del Prefetto Achille Serra di creare un quartiere a “luci rosse” a Roma, interviene Maura Muneretto, del Coordinamento del gruppo tematico “Prostituzione e tratta” del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), rilevando: “In luoghi chiusi la prostituzione sarebbe un fenomeno ancora più sommerso e difficile da raggiungere, mentre adesso riusciamo a contattare le ragazze attraverso le unità di strada; in gran parte sono ragazze vittime di tratta o sfruttate”. In realtà, come noto, si tratta di un “fenomeno molto complesso: dire sì o no, sono d’accordo o meno in merito alla proposta del Prefetto Serra, è molto riduttivo – argomenta Muneretto -. La nostra esperienza diretta, come strutture che lavorano in questo campo da anni, ci dice che non abbiamo a che fare con persone libere, ma con vittime di tratta o sfruttamento”.

Si dovrebbe tentare di cercare una “soluzione che sia dalla parte della tutela dei diritti delle persone”; invece questa proposta appare più sbilanciata verso le ragioni “della pressione sociale e del decoro cittadino. Tuttavia il problema della prostituzione solleva questioni: far finta che non esista, relegandolo in un quartiere, non ci sembra una soluzione”.  La rete di associazioni e strutture che compone il gruppo tematico del Cnca, offrendo servizi alle vittime di tratta e sfruttamento, chiederà “di mettere in campo un intervento integrato, invece di interventi non concertati né integrati, che vanno in direzioni diverse”. Viene auspicata, quindi, una maggiore collaborazione e un fattivo coordinamento tra realtà del non profit e istituzioni, comprese le forze dell’Ordine, la Questura e la Prefettura: è necessario uno scambio continuo tra chi, a vario titolo, intercetta il fenomeno”.

“Talvolta assistiamo a un approccio morboso al problema da parte dell’informazione, quindi da parte delle forze politiche viene usata prudenza nell’esprimere le posizioni – conclude Muneretto. Dal punto di vista della nostra esperienza, in strada non ci sono persone poi così libere da autodeterminarsi nella loro attività; con i quartieri a luci rosse il problema non si risolve, anzi c’è il rischio di emarginare ulteriormente queste persone. Chi si prostituisce per scelta lo fa già in casa, in una situazione protetta. Noi facciamo riferimento alle persone trattate e sfruttate: una parte consistente del fenomeno, anche se il limite tra sfruttamento e tratta è molto labile data la continua mutazione del problema, in base anche ai flussi migratori”. L’etnia romena risulta sempre più consistente, mentre le albanesi sono quasi scomparse; diminuite le nigeriane, ma restano sempre al secondo posto: il triste primato lo detengono le ragazze dei paesi dell’Est europeo.

Tratto da: Redattore Sociale del 16/05/2005 (ore 16.56).


 

 


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