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Italia e Macedonia contro la tratta   Stampa  E-mail 

Accordo tra Direzione nazionale antimafia italiana e Procura generale di Macedonia. Ponziani (Oim): ''Essenziale la cooperazione transnazionale per l'effettivo contrasto alla tratta degli esseri umani''.

ROMA Da oggi sarà più semplice scambiare informazioni e dati utili allo svolgimento delle indagini per reati di criminalità organizzata - di cui la tratta di esseri umani costituisce una delle forme più inumane e redditizie –e consentire rapide estradizioni, consegna e assistenza giudiziaria in materia penale. È stato infatti siglato stamattina, 1 Aprile 2005, a conclusione di un progetto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) , un protocollo di intesa tra la Direzione Nazionale Antimafia (DNA) e la Procura Generale di Macedonia.

L'accordo stabilisce modalità e procedure di collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due paesi in materia di lotta alla criminalità organizzata e al riciclaggio dei proventi di attività illecite commesse da associazioni criminali.
Il protocollo d'intesa è stato firmato presso la sede della DNA dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna per la parte italiana e dal Procuratore della Repubblica Aleksandar Prcevski per la parte macedone. Presenti alla firma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta , il Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale prefetto Luigi De Sena, il Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri Giuseppe Deodato ed il Capo dell'Ufficio OIM di Skopjie Enrico Ponziani .
Questo evento si inquadra nella strategia dell'OIM di promozione del dialogo transnazionale nella lotta alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento, strategia resa possibile anche grazie al sostegno del Ministero degli Esteri, da sempre attento alla tutela dei diritti umani di gruppi vulnerabili, in particolare delle vittime di tratta. Allo stesso modo, la Direzione Nazionale Antimafia persegue da anni un approccio tendente al rafforzamento della collaborazione internazionale in materia di giustizia.

Il traffico di esseri umani continua ad essere un fenomeno estremamente complesso e difficile da combattere sul piano criminale. In questo senso, le stime fotografano un fenomeno in continua espansione, con un giro di affari tra i 5 e i 9 miliardi di dollari l'anno e un numero impressionante di giovani e giovanissime vittime che cadono preda delle reti dei trafficanti. In particolare, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia rappresenta uno snodo di transito e destinazione delle rotte del traffico di esseri umani nella regione balcanica. Dal 2000 a oggi, in collaborazione con le autorità del paese, l’Oim di Skopjie ha fornito assistenza medica, legale e psicosociale a circa 740 donne e ragazze costrette alla prostituzione, sostenendole nel percorso di ritorno e reinserimento nei paesi di origine (Est Europa in prevalenza). Le forze dell’ordine locali si sono impegnate nel contrasto al fenomeno, che sembra coinvolgere circa 250 gruppi organizzati transnazionali.

L'OIM assiste ogni anno 5.000 di queste vittime, accompagnandole nel difficile processo di reinserimento nei propri paesi di origine, ed è convinta che solo la costruzione di reti transnazionali per lo scambio di esperienze possa contribuire all'elaborazione di politiche di contrasto efficaci.

"È essenziale la cooperazione transnazionale come strumento ineliminabile per l’effettivo contrasto a questa moderna forma di schiavitù, la tratta di esseri umani”. Lo ha rilevato il Capo dell'Ufficio dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) di Skopjie, Enrico Ponziani, commentando questa mattina presso la Direzione nazionale antimafia la firma dell’accordo i collaborazione giudiziaria tra Direzione Nazionale Antimafia italiana e Procura generale di Macedonia, che punta a contrastare il traffico di esseri umani tra le due sponde dell'Adriatico. L’Oim, infatti, ha appena concluso nei Balcani un progetto per la prevenzione e lotta alla tratta.
“La tratta di esseri umani è un crimine strano – ha aggiunto Ponziani -. All’apparenza nulla ci consente di distinguere una vittima di tratta da una prostituta o da un’immigrata irregolare”. È necessaria, quindi, “una maggiore consapevolezza di quello che è il fenomeno e di come si può e si deve combattere”. In questa strategia di contrasto si devono menzionare “le importanti riforme e i traguardi legislativi raggiunti in Macedonia – ha ricordato Ponziani -. Mi riferisco in particolare al nuovo procedimento introdotto con il Codice penale e il Codice di procedura penale, unitamente alla previsione di speciali attività istruttorie e all’istituzione delle Unità speciali per la lotta alla criminalità organizzata presso la Procura di Stato”.
 
“Questo accordo, arrivato prima del previsto, è soltanto l’inizio: la collaborazione continua nell’interesse di entrambe le parti”, ha dichiarato il Procuratore generale della Repubblica macedone, Aleksandar Prcevski, precisando: “Abbiamo applicato il modello istituzionale italiano. Ora aspettiamo l’appoggio del Governo italiano nella formazione e istruzione delle nostre risorse umane”. E il Procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna ha anticipato che stasera si svolgerà una riunione con le Procure distrettuali “che hanno procedimenti in cui sono implicati macedoni: un’azione per rendere subito operativo l’accordo siglato oggi”. Dal canto suo, il direttore generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero affari esteri, Giuseppe Deodato, ha affermato: “La lotta alla criminalità organizzata dedita alla tratta di esseri umani è una delle priorità assolute della cooperazione italiana”.
 
La firma dell’accordo si inserisce nella strategia avviata dall’Oim nel promuovere misure efficaci per la lotta al fenomeno del “commercio di persone”: una strategia resa possibile anche grazie al sostegno del Ministero affari esteri italiano e delle rappresentanze diplomatiche dei rispettivi paesi; da parte sua, la Direzione nazionale antimafia persegue da anni la costruzione di reti transnazionali per rafforzare la collaborazione internazionale in materia di giustizia.
Già dal 2001 il Governo macedone si era mobilitato contro la tratta dotandosi – primo fra i paesi della regione balcanica – di strutture di accoglienza e protezione per le vittime. (lab)

 

Tratto da: Redattore Sociale del 01/04/2005 (ore 15.06) e Nuove Schiavitù del 01/04/2005.


 

 


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