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Diritti in (fuori) gioco. Esce la rivista ''Altri'', con un dossier sulla tratta dei baby-calciatori stranieri. ''Dall'Africa saccheggiati non solo oro, diamanti e petrolio, ma anche i ragazzi e il loro sogno di diventare campioni''.
ROMA - Diritti in (fuori) gioco. Esce in questi giorni la rivista multiculturale "Altri": in prima pagina un dossier sulla tratta dei baby-calciatori stranieri. “Dall’Africa l’uomo bianco non ha saccheggiato solo oro, diamanti e petrolio. Anche altre ricchezze: i ragazzi e il loro sogno di diventare campioni di calcio. Il fenomeno è testimoniato dalle parole di Cedric, un giovane camerunese prelevato dalla propria famiglia da alcuni ipotetici agenti calcistici del Piemonte, che generosamente hanno sborsato ai genitori una cifra non superiore ai 1.000 euro, oltre a tante belle promesse. Cinque anni fa fu vittima della “tratta dei baby calciatori dal continente africano”, riporta il mensile, raccontando la storia di Cedric (nome fittizio per motivi di sicurezza), originario di Yaoundè. Oggi il ragazzo ha 20 anni e lavora a Torino. “Insieme a lui gli agenti calcistici prelevarono altri 4 ragazzi. Sembra che questi signori, gravitanti attorno ad alcune società calcistiche di piccolo-medio calibro, abbiano esplorato le diverse scuole calcistiche delle città camerunesi di Yaoundè e Doula, sino a selezionare 5 minorenni fra i più promettenti”. I ragazzi, tutti coetanei, hanno passato le frontiere italiane risultando parenti dei presunti talent scout, grazie a facili artifici burocratici. “Ma una volta giunti a Torino – racconta Cedric ad Altri - non si è più concluso l’affare, per vari motivi. Siamo stati proposti ad alcuni club dilettantistici del Piemonte e della Liguria, ma non abbiamo superato il provino, oppure le cifre richieste dei nostri ‘accompagnatori’ alle società sono state giudicate troppo alte. E così improvvisamente ci siamo ritrovati senza nulla, lontani dalle nostre famiglie che si erano illuse in un futuro migliore per tutti noi. I nostri ‘padroni’ non ci hanno, però, lasciato da subito in mezzo ad una strada – ricorda Cedric -: hanno provato a sfruttarci in qualche altra maniera. Diciamo che hanno cercato di addomesticarci, ci ospitavano a casa loro, anche perché, sennò come facevamo? Noi, in cambio, dovevano prenderci cura delle faccende domestiche: pulire, lavare ed altri lavoretti che avremmo preferito fare a casa nostra”. Il peggio, però, doveva ancora arrivare, prosegue il giovane: “Il problema è che probabilmente si doveva passare ad una fase successiva. Con gli altri ragazzi, infatti, abbiamo cominciato a sospettare che ci fosse l’intenzione o il piano di avvicinarci a lavori illegali, se non proprio criminali. Sentendo alcuni voci, temevano addirittura di essere coinvolti in giri di spaccio o usura”. Come uscirne? “Per non rischiare nulla, abbiamo comunicato fra di noi – racconta Cedric -, ci siamo organizzati e siamo scappati dai nostri alloggi per trovare rifugio alla stazione, dove certo si incontra tanta gente e magari si può anche ricevere qualche utile consiglio, se si trova finalmente la persona giusta. Essendo minorenni siamo stati affidati, anzi ‘ci siamo’ affidati ai servizi sociali e per un po’ di tempo abbiamo vissuto in comunità. E’ stato anche un periodo produttivo, dato che ci hanno insegnato nuovi lavoretti ed abbiamo preso degli attestati e qualifiche professionali”. Ma Cedric e i suoi amici non hanno rinunciato a giocare a pallone; nonostante la cocente delusione e i rischi vissuti, il calcio è la passione del ragazzo africano, che ha conquistato un posto in una squadra torinese di promozione. Un altro ragazzo camerunese dello stesso gruppo di Cedric. Martin (è un nome fittizio) si è ritrovato a diventare in breve tempo, da giovane promessa calcistica, raccoglitore di pomodori in una regione del Sud. Originario di Doula, è stato costretto al lavoro nero per sopravvivere; attualmente gioca in una squadra locale in Piemonte e fa l’operaio. Promossa dal Consorzio Erythros, in distribuzione in questi giorni a Roma e in diverse città italiane nei circuiti del terzo settore e dell'associazionismo multiculturale, “Altri” propone anche un offerta promozionale fino alla fine di aprile: un abbonamento cumulativo con la rivista “Solidarietà internazionale” promossa dal Cipsi. Per informazioni, www.altri.it - e-mail redazione@altri.it - Francesco Loiacono, cell. 335/7528095. (lab)
Tratto da: Redattore Sociale del 25/03/2005 (ore 12.43).
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