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Progetto della Regione Toscana contro la tratta. Monitoraggio continuo, applicazione dell'art. 18, rete tra pubblico e privato: gli strumenti per affrontare un fenomeno multiforme.
FIRENZE - Le donne in situazione di accoglienza pongono in primo piano il bisogno economico (il crollo improvviso delle disponibilità finanziarie contrasta con l’obiettivo del progetto migratorio, legato proprio all’acquisire risorse finanziarie), a cui segue il pensiero di una casa e di un lavoro, nella prospettiva di un’autonomia e di un futuro nel paese che le ospita. Centrale anche il bisogno dell’aiuto psicologico, dovuto al fatto che una volta individuati i concreti obiettivi a cui puntare emerge il timore di fallire.
Parallelamente al lavoro di monitoraggio e analisi il progetto ha realizzato anche un’analisi delle modalità di applicazione ed interpretazione dell’art.18 (D.lgs 286/98) in modo da raccogliere dati relativi ai permessi di soggiorno. Inoltre circa 30 operatori di enti pubblici e del privato sociale sono stati coinvolti in un corso di formazione avanzato che ha cercato di toccare i molteplici aspetti della questione, dall’area giuridica ai metodi di intervento, dall’acquisizione di nuovi strumenti di lavoro alle leggi e metodologie che permettano alle donne di acquisire una cittadinanza completa. E’ proprio il “paradigma della complessità” quello che emerge a conclusione dell’intera azione progettuale, inteso come ottica necessaria per guardare ad un fenomeno necessariamente multiforme, che chiama in causa la condizione della donna nella società e nell’economia, i flussi migratori, la capacità di creare inclusione e di offrire diritto di cittadinanza. Quali i principali obiettivi cui rivolgere l’attenzione? Insieme alla necessità di un monitoraggio continuo, si pone anche l’esigenza di dare piena ed omogenea applicazione all'articolo 18, far sì che la rete di relazioni e collaborazioni tra i vari soggetti pubblici e privati sia scelta di fondo e metodologia di lavoro, potenziare l’efficacia e l’efficienza dei percorsi mirati all’inserimento socio lavorativo. (sm)
Tratto da: Redattore Sociale del 10/02/2005 (ore 17.05). |