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"Red street", sgominato giro di prostituzione a Foggia  

(Tratto da Redattore Sociale del 9.03.10)
Lo sfruttatore pagava il viaggio e poi si riprendeva tutto con gli interessi. Per chi disobbediva minacce e percosse.
FOGGIA -
E' stata denominata "Red Street" l'operazione che nelle prime ore di questa mattina ha portato 5 cittadini bulgari in carcere. In realtà le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Foggia Carlo Protano, su richiesta del pm Dominga Petrilli, sono otto, ma gli altri tre sono riusciti a fuggire e sono al momento ricercati. Per tutti, l'accusa è sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione per strada, un giro che coinvolgeva venti ragazze dell'Europa dell'Est.

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On the road: mimose alle donne che si prostituiscono in strada  

(Tratto da: Redattore Sociale dell'8.03.10)
Un gesto simbolico per ricordare che anche chi si prostituisce, per necessità, perché vittima di organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento o per scelta non è merce ma è donna.
TERAMO
- La strada provinciale a cavallo tra Marche e Abruzzo, meglio conosciuta come la bonifica del Tronto è il luogo dove ogni giorno decine e decine di donne si prostituiscono. Sono nigeriane, cinesi, rumene, albanesi, sudamericane, italiane; hanno storie di vita complicate, che in molti casi non hanno scelto di trovarsi lì, su quella famosa strada snodo cruciale del mondo della prostituzione tra le due regioni.

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Covre: “Il nostro sia riconosciuto come lavoro informale”  

(Tratto da: Redattore Sociale del 22.02.10)
L’esponente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute denuncia il passaggio dalle politiche sociali a quelle penali. “E contro le ordinanze dei sindaci l’unica arma è la battaglia legale”.
ROMA
- “Le politiche securitarie contenute nella legge Sarcozy del 2003 (Lsi), ricalcate da quelle odierne del Pacchetto sicurezza e del disegno di legge Carfagna, criminalizzando i comportamenti che vengono ritenuti indecorosi, hanno determinano il passaggio dalle politiche sociali a quelle penali, dal wellfare al 'prisonfare', colpendo le persone più deboli e povere, che si vogliono eliminare dalle strade, per renderle invisibili ed escluderle dalla società, offrendo alla criminalità circostanze più favorevoli per sfruttare e soggiogare chi è indebolito dalla legge”.

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Le suore contro la tratta: accordo con l'Oim  

(Tratta da: Redattore Sociale del 19.02.10)
Previsti un programma congiunto di formazione per le suore, impegnate accanto alle vittime e nel contrasto del fenomeno e una campagna di sensibilizzazione in vista dei Mondiali di calcio in Sudafrica.
ROMA
– Siglato tra Organizzazione internazionale per le migrazioni e Unione internazionale delle superiore generali un accordo di collaborazione dedicato al contrasto alla tratta. L’accordo, che prevede un programma congiunto di formazione di suore impegnate in attività di contrasto alla tratta, non rappresenta una novità: la collaborazione tra Oim e Uisg - nata grazie a un progetto finanziato nel 2004 dal Dipartimento di Stato, Ufficio per la popolazione i rifugiati e i migranti del Governo degli Stati Uniti - è attiva sin dal 2004 e ha permesso di formare oltre 500 religiose in tutto il mondo, coordinando 15 reti internazionali che comprendono 252 congregazioni femminili in 36 Paesi.

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Tratta di persone, Silvia Costa: Ecco le novità europee  

(Tratto da: Europa Regioni del 09.02.10)
Domani il voto al Parlamento europeo della proposta di risoluzione che introduce rilevanti novità: permesso di soggiorno incondizionato per le vittime, coordinatore antitratta, misure repressive, ipotesi di punizione del cliente.
ROMA
- Il permesso di soggiorno per le vittime di tratta a prescindere dalla loro collaborazione con la giustizia; l’istituzione di un coordinatore europeo anti tratta; l’utilizzo di un approccio olistico che includa prevenzione, protezione delle vittime e repressione dei trafficanti; l’armonizzazione degli strumenti di conoscenza del fenomeno. E la discussione ancora in corso sulla domanda: punire o no il cliente? Questi alcuni punti salienti della proposta di risoluzione che sarà votata domani al Parlamento europeo, anticipati all’agenzia dell’Aiccre ‘EuropaRegioni’ dall’eurodeputata Silvia Costa (relatrice ombra della Commissione FEMM - per il gruppo S&D)

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Napoli, il parcheggio della prostituzione  
(Tratto da: Repubblica.it del 29.01.10)
Il parking della prostituzione dista un centinaio di metri dalla sua postazione. E' il parcheggio Brin, quattro piani coperti per 800 posti auto, sotto la gestione diretta dell'Azienda napoletana mobilità.
NAPOLI
- Sostiene di chiamarsi Laura, ma quando pronuncia il suo nome una "collega", che si copre il viso mentre si allontana, scoppia a ridere. Carnagione bianco latte, poco più che ventenne, la presunta Laura alle14 è già al lavoro, coprendo un tratto di marciapiede a due passi dal ponte di via Galileo Ferraris. Del gruppetto di prostitute (a quell'ora ce ne sono già quattro all'opera) è l'unica a rivelare che lei è tra quelle che si rifugiano spesso al "parking", come lo chiamano nell'ambiente.
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Prostituzione nei lager nazisti: ecco i documenti  

(Tratto da: Redattore Sociale del 27.01.10)
La mostra “La prostituzione forzata nei lager nazisti”, rompe il silenzio su una delle pagine più crudeli della Shoah. Obiettivo “sensibilizzare sulla violenza che le donne subiscono in tutti i momenti storici".
ROMA
- Un viaggio nei bordelli allestiti nei lager nazisti. Edifici curati, confortevoli, in cui le prostitute forzate erano costrette a ogni forma di violenza, trasformate in “ricompensa” per i detenuti più diligenti. Una pagina crudele della Shoah, forse troppo scabrosa e per lungo tempo ignorata. Ma anche un modo per riflettere sulle violenze che da sempre, in ogni società, colpiscono le donne.

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La prostituzione nei campi di concentramento: mostra in Italia  

(Tratto da: Redattore Sociale del 22.01.10)
Inaugurazione a Roma il 23 gennaio dalla cooperativa sociale "Be Free", l'esposizione di 200 pannelli che documentano lo sfruttamento sessuale organizzato delle detenute nella prigionia nazista.
ROMA - Fotografie delle "case di piacere" create accanto ai campi di concentramento, schede identificative delle detenute costrette alla prostituzione, ma anche "buoni premio" che i prigionieri di sesso maschile ricevevano dalle SS per una "visita al bordello" come ricompensa per la buona condotta all’interno della macchina lavorativa concentrazionaria. In diverse decine di pannelli la mostra "Prostituzione forzata nei campi di concentramento nazisti", organizzata dalla cooperativa sociale "Be Free" nel Museo Storico della Liberazione di Roma, illustra lo sfruttamento sessuale subito da molte prigioniere del regime della Germania nazista.

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